Yuki Onodera - Portrait of second-hand clothes
Bastò respirare più a fondo di quanto avessi mai fatto prima. Fu un attimo di concentrazione assoluta. E di colpo non esistevo più.
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Laketree, Marta Silenzi, 2009
Il freddo umido del lago si spandeva lontano e in profondità. Era un grigio d'autunno comune eppure insolito, sembrava avere delle voci dentro, nella nebbia, nell'acqua, negli alberi. Ci andavo per pensare. Mi calavo la visiera sul naso, mi seppellivo nella sciarpa. Camminavo a lungo. Sentivo ad ogni passo le radici robuste e i fondali salmastri, toccavo i tronchi con le mani, li invidiavo. Forse sarei salito su quei grossi rami macchiati una volta, almeno una volta, forse avrei indugiato un po' di più sulla vecchia banchina, con la faccia sul punto più profondo del lago, a specchiarmi, chiedendomi come si può affogare in acque tanto quiete.

Christopher Adams - Untitled 2005, glazed porcelain
Tornano vecchi ricordi quando scende la nebbia. Si presentano in nebulose lattee penetranti che sanno filtrare da parte a parte. Un vecchio Natale, la strada di notte, voci confuse di un tempo in cui c'erano ancora tutti. Com'era diverso allora, quanto non sapevamo e quanto ci sentivamo completi senza la percezione della perdita, del distacco, del cambiamento...le ore erano infinite e l'ambizione limitata. Ora siamo in caduta libera senza più costanti e a volte è una sensazione troppo mista quella dell'attesa e insieme della rinuncia. Neanche il faro suona più. Amavo gli stadi sospesi anche in virtù dei loro suoni, tra le cose che preferisco c'è il crepitare del fuoco, il fragore del temporale e la voce del faro, quel lungo, corposo richiamo che si spande sul mare di notte e racconta le sue storie lente e fiere, che arrivano lontano. Ma ultimamente posso solo immaginarlo perchè anche se torna la nebbia lui resta muto, non canta più...

Christopher Adams - Untitled 2005, glazed porcelain

Abandoned house, Turgayak, Russia, 2003 Abandoned house, Karabolka, Russia, 2003

La vita è un viaggio di formazione. Le esperienze che facciamo e i rapporti che scegliamo di allacciare costituiscono la strada su cui muovere i nostri passi e il contesto in cui comporre la nostra personalità. Ed è il tempo che passa a scandirne gli attimi, documentarne i ricordi, pronunciarne gli esiti.

lettere & meraviglia
time goes by
Marta Silenzi, 2009
ed. ilmiolibro.it

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=344938
in copertina:
Green eyed frames, Giorgia Berardinelli, 2009
inchiostro e gouache su cartone
Nella mia testa so che è troppo semplice desiderare una guerra, uno scontro aperto, ma non si può fare a meno di desiderare quelle situazioni che ci rendono eroici. Vivere impegnando la totalità delle nostre risorse.
Sylvia Plath, Journals
da una lettera a Richard Sassoon
15 gennaio 1956
TRENTATREREMI - Mimmo Jodice
Il vento sulla faccia e gli spruzzi di sale, schiuma d'inverno, un là infinito che penetra e fende l'aria dentro, spinge in fondo e cosa c'è dall'altra parte? Cosa c'era quel giorno fatto d'acqua? Ci vedevo un fantasma, piantato lì al centro di quel taglio dritto sempre pronto a fare un sopra e un sotto. Mi guardava fisso e senza espressioni, una cera al butulino. Non fluttuava, non poggiava. Occupava uno spazio ma senza invaderlo, senza che fosse presente. Stava lì. Cieco. Fermo. Parte della marina, parte dell'inquietudine. Gli urlai di parlare, se aveva qualcosa da dire. Lui se ne andò spento da un interruttore, ma lasciò il peso della sua assenza a rovinare il mare e il cielo.
Il poeta è la combinazione di uno strumento e di un essere umano in una persona, con il primo che gradatamente prevale sul secondo. La sensazione di questo prevalere è responsabile del timbro; la realizzazione di esso, del destino.
IOSIF BRODSKIJ Less Than One